ARCHITETTURE PRECARIE

ARCHITETTURE PRECARIE

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Architetture precarie è il nome che ho deciso di dare al mio lavoro dopo cinque anni di colloqui, periodi di prova, stage, concorsi, esposizioni, articoli, interviste e collaborazioni con amici, architetti, artisti, studi di architettura e di ingegneria in Italia e all’estero.

Fondamentale è stato il rapporto ambiguo con l’architettura, il tentativo di superamento dei limiti accademici imposti dall’università, la constatazione di come nella costruzione delle nostre case e città il concetto vitruviano di venustas (bellezza), ma anche l’utilitas (utilità) e la firmitas (stabilità), siano giocoforza esclusi dall’attività erosiva di alcuni fattori determinanti: la scarsa cultura architettonica, un travisato rapporto col luogo e con la storia, il mercato immobiliare, l’attività degli amministratori, la speculazione edilizia.

È stato un periodo di sperimentazione a tutto campo, in cui invece di limitarmi a fotografare la realtà ho provato ad immergermi nel mondo, spesso in modo ingenuo ed idealista.

Di questa avventura entusiasmante e travolgente ciò che rimane sono delle micro-architetture bizzarre, più vicine al mondo dell’arte che a quello dell’architettura.

L’uso di materiali naturali può arrivare a compromettere la firmitas: ecco come un progetto di architettura si trasforma in un progetto di land-art, in cui l’argilla da materiale costruttivo ritorna elemento naturale, dissolvendosi nel paesaggio.

Il trasporto emotivo a volte è tale da soverchiare l’utilitas, convertendo la progettazione ad esercizio ludico, con la conseguente realizzazione di un oggetto molto apprezzato ma completamente fuori portata dal punto di vista della sua commerciabilità.

Last but not least sono riuscito ad evadere anche il concetto di venustas, avendo preso un impegno per un allestimento senza finanziamenti ed avendo risolto il tutto con dei ponteggi usati, molto stabili e molto utili, ma senza riuscire ad aggiungere un plusvalore estetico, proprio per l’assenza di finanziamenti.

Architetture precarie, esempi di architettura non-vitruviana per esplorarne il limite.

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Alessandro Zorzetto 2011

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